domenica 22 ottobre 2017

UNICO TRENO

CRITICHE al quesito del referendum sull'autonomia (vago e insulso), sono state espresse da Matteo Marzotto. Che ha dichiarato: “Una domanda mal posta può generare false aspettative, com’è stata la Brexit che si è rivelata una tragedia”
... Nel frattempo, sul quotidiano berlusconiano “Il Giornale”, il governatore del Veneto Luca Zaia continuava a recitare il solito copione di sempre. Con queste ruffiane parole: “Il Veneto e i veneti hanno una storia millenaria di progresso, democrazia, riformismo concreto … Hanno tentato di dipingerci come pericolosi ed egoisti sovversivi … Domenica è finalmente arrivata l’ora del riscatto del popolo veneto … Ci sono treni che passano una volta sola. Quello dell’autonomia, in Veneto, passa domenica, dalle 7.00 alle 23.00”
Traduzione della solita solfa leghista riportata qui sopra: "Noi veneti siamo i migliori di tutti, gli altri sono tutti brutti e cattivi. Ci invidiano perché siamo i più fighi. Potete finalmente liberarvi dalle catene che ci impone Roma ladrona, i terroni, e i comunisti. Votate come vi dice “mamma Lega”. Saltate sul carro adesso o mai più. Altrimenti dopo arriveranno i barbari. E ci sarà l’invasione delle cavallette, degli Ogm, dei vaccini obbligatori (a noi che siamo già sani e belli). Non solo questo: Ci sarà l'invasione degli islamici, e di quelli che non capiscono il nostro bel dialetto (perché loro parlano con la erre moscia!). Mi ve gò avvertìo, dopo non vi lamentate, òcio che ve chiederò la ricevuta del voto e se non l’avete vi manderò via augurandove buona padania e buona polenta con la luganega).

lunedì 16 ottobre 2017

OPERAI DA TELECAMERA

Stefania Rossini ha intervistato (su "L'Espresso"), Francesca Re David. Che sarebbe la nuova segretaria generale della Fiom-Cgil.
... Alla domanda: "Lei è chiaramente una borghese e non ha mai lavorato in fabbrica", la "Monica Vitti del sindacato rosso" (è chiamata anche così), ha risposto: "Come non ci aveva mai lavorato Trentin, Sabattini, Lama, e tanti altri grandi dirigenti della Cgil e della Fiom".

Ok, abbiamo capito, ma resta da capire se alla lista lei aggiungerebbe anche il suo predecessore. Ovvero quel Maurizio Landini che si spaccia per un ex operaio metalmeccanico.
... Già, perché, suvvia, ha lavorato in fabbrica il Landini?

Ma per favore! Il Landini in fabbrica ci sarà stato giusto il tempo di capire che era meglio andarsene al più presto. Il tempo necessario per capire che piuttosto che lavorare è meglio predicare.
... E urlare, come usa fare quando s'incazza (a favore di telecamera, of course!).

martedì 11 luglio 2017

SERIAL-KILLER

Col caldo che fa, ci mancava solo l'ennesimo idiota che pretende di rimpiangere la dittatura fascista. E che intanto sfrutta la Democrazia per meglio fotterla. 
... Ecco, sì, ci mancava solo il solito ignorante che pretende di poter esprimere le sue idee (poche, ma confuse), e intanto manifesta schifo per quella Repubblica che lo lascia delirare (e che gli consente di offendere la memoria dei tanti che hanno dato la loro vita per la nostra e sua Libertà).

Un tempo lo scemo del villaggio si rendeva ridicolo e basta, oggi invece Gianni Scarpa, (titolare della cosiddetta "spiaggia fascista di Chioggia"), diventa famoso e passa alla Storia.
... Perché a "casa sua" (lui chiama così il luogo pubblico dove predica e inneggia al Duce), a casa sua, dicevo, il meschino pensa di poter fare quel che più gli piace.

Con sprezzo del pericolo (e soprattutto del ridicolo), il bulletto espone anche 
la foto di un bambino che dice: "Nonno Benito, per un'Italia onesta e pulita torna in vita", poi sproloquia un po' contro Papa Francesco ("Lui vuole costruire ponti e non muri? Gliene costruiamo uno noi da Roma a Buenos Aires, così lo rispediamo da dove è venuto"), e magari imita Duterte. "Voi sapete che io sono per lo sterminio totale dei tossici. Di conseguenza penso che è meglio che girino molto al largo da qui. Chi viene qui sa come la penso io... se vuole viene se vuole non viene e io me ne frego... Perché qui dentro voglio gente educata ".

Pensa, il cafone, di potercela raccontare come piacerebbe a lui. Ma i fatti parlano chiaro, e i crimini del fascismo (che spediva in Germania, cioè ai forni, intere famiglie), non possono essere spacciati per semplici "errori".
... Ed è inutile che il tapino si sforzi di "menare il can per l'aia". Perché chi uccide (o fa uccidere) un uomo, è un criminale. E chi uccide (o fa uccidere) così tanta gente (peraltro dopo averla derubata di tutto), è un serial-killer. E questo sia che si chiami Stalin, sia che si chiami Benito. 

domenica 7 maggio 2017

AL SEGGIO COME A SANREMO

Quante volte ancora mi tocca sentir dire – perfino dalla “accozzaglia” che ha votato “No” al referendum costituzionale del 4 dicembre - che gli ultimi governi (e ovviamente anche Renzi) non sono mai stati eletti dagli italiani? Inoltre: con che faccia certi imbecilli dicono che il primo governo abusivamente insediato sarebbe stato quelli di Monti?
… Ma soprattutto, con che coraggio lasciano intendere che l’ultimo “legittimo” governo sarebbe stato quello di Sua Barzelletta Silvio Berluska?

Forse bisogna che agli italiani vengano finalmente spiegate alcune cosette. Intanto: la nostra non è una Repubblica presidenziale, perciò noi non votiamo i presidenti (la Costituzione prevede che presidente della Repubblica, del Senato, della Camera, e del Consiglio, sono votati dal Parlamento).
… E in effetti la nostra è una Repubblica parlamentare. Lo dice la parola: noi nominiamo il parlamento che poi deleghiamo a votare al nostro posto (e il parlamento, quando Berluska non è riuscito a produrre una maggioranza, ha votato anche Matteo Renzi, che sarebbe ancora al suo posto se non avesse ritenuto opportuno – per coerenza a quanto aveva improvvisamente dichiarato – dimettersi!).

La “accozzaglia” che il 4 dicembre ha fatto votare “No” al referendum costituzionale (in teoria per difendere la Costituzione così com’è), dovrebbe provare a riflettere un pochettino. Dovrebbe tenere presente cosa stabilisce il nobile testo che hanno sfruttato, e strumentalizzato, a mo' di paravento (e dietro al quale hanno nascosto la loro paura di perdere poltrone e privilegi!)
… E poi, magari, questi furboni dovrebbero cominciare a raccontare agli italiani come stanno davvero le cose. Anziché stordirli con teorie complottistiche, superstiziose, e false.

Gli italiani sono fuori strada quando votano e poi si chiedono ingenuamente: "Chi ha vinto?".
... La verità bisognerà dirgliela, prima o dopo. E la verità è che la politica è una cosa seria, non è come il Festival di Sanremo (dove peraltro vincono in tre, e non è nemmeno detto che poi vendano i dischi!).

La politica, che ci piaccia o meno, non è Sanremo. E in effetti essere il partito più votato significa poco, perché "arrivare primi" (se poi non si riesce a formare una maggioranza stabile), è come vincere una battaglia e poi perdere la guerra. Ed è stato appunto questo il guaio di Berlusconi (perché farsi votare è relativamente facile, ma poi bisogna saper governare, ed è lì che ti voglio, caro il mio kazzaro!).
... Pertanto: chi dice che Renzi non è stato votato da nessuno (magari lasciando intendere che Berluska invece lo era), sbaglia clamorosamente. Diciamo che - politicamente parlando – chi parla in questo modo è un perfetto analfabeta. Senza offesa, né!

lunedì 10 aprile 2017

IL LUPO E L'AGNELLO

La foto di Berlusca che allatta l'agnellino col biberon, mi ha ispirato, su Twitter, un cinguettio. Questo:
Ma 'sto #Berlusconi che a #Pasqua si finge pro #animalisti, é il piduista zio di #RubyMubarak ke ieri al #McDonalds sputava sui clandestini?

domenica 12 marzo 2017

COPIA E ORIGINALE

Mentre oggi al Lingotto parlava Matteo Renzi, a Roma un noto ministro del Pd (Orlando, che si contrappone all'ex segretario), dal teatro Eliseo ha ripetuto uno degli argomenti che in queste occasioni vanno per la maggiore.
... E insomma, volendo far capire che la sinistra, se vuol tornare a vincere, deve ritornare alle origini, ha ripetuto un frase fatta che è bella quanto insulsa. Precisamente questa: "Tra la copia e l'originale, si preferisce l'originale".


Nulla di più sballato
, perché la gente - lo ha dimostrato il referendum costituzionale del 4 dicembre scorso - non sa neanche cosa vuole (la "ggente" dice che i politici sono troppi, che sono troppo pagati, ma poi vota per difendere poltrone in esubero e sperpero di soldi pubblici!).
... Inoltre: il popolino bue, non avendo ancora gli anticorpi per comprendere le insidie del web, è disposto a farsi infinocchiare dalle imitazioni, dalle ombre pallide, e dalle fotocopie del primo ciarlatano che passa. Meglio ancora se quel farabutto urla, scoreggia, rutta, bestemmia, e racconta frottole (che però, qui sta il trucco, sono divertenti!).

Al ministro Orlando dedico il video qui sotto. E' la parodia di "Occidentali's Karma". Il brano originale voleva ironizzare sulla confusione che c'è sotto il cielo (in particolare al caos che c'è nei paesi democratici, dove la libertà internettaria ha dato alla testa), E la copia della canzone, invece (che probabilmente voleva solo far sorridere), è riuscita ahimé a buttare tutto in vacca.
... Già, ma risultando simpatica - senza volerlo, putroppo! - anche a chi ha semplicemente e qualunquisticamente qualche pregiudizio per la musica di San Remo (o, ben più inquietante, la buffonata risulta piacevole e tranquillizzante a chi detesta il "politicamente corretto", a chi non apprezza i diritti civili, e a tutti quei prepotenti che in genere non conoscono il rispetto e la buona educazione).

lunedì 26 dicembre 2016

ONORE E TRADIMENTO

Il sindacato di Polizia Coisp non voleva che si rivelassero i nomi dei due “eroi per caso” di Sesto San Giovanni.
... Ovvio, dopo si è scoperto che l’agente (in prova) che ha ucciso il terrorista Anis Amri è un “utile idiota”. Essì, un ignorante che - poveretto - rimpiange la dittatura fascista. Un piccolo bullo che, accidentina e accidentaccia, sputa su quella Repubblica che dovrebbe servire.

Questo ragazzo ha ucciso un pericoloso terrorista, e dunque merita una medaglia. Ma dopo va rispedito subito a casa a riflettere, proprio perché può sparare (e dunque è una "mina vagante", un pericolo prima di tutto per sé stesso).
... Peraltro, lui sui social disprezza gli “infami” che hanno “tradito” il Duce, ma dovrà considerare che nel suo cuore ha ingannato - e dunque tradito - la Democrazia del suo Paese. E ancor prima, coi suoi improvvidi deliri, ha disonorato la divisa che indossa.

      Natale Pellizzer

sabato 24 dicembre 2016

AMAZING GRACE

Amazing grace,
How sweet the soundThat saved a wretch like me.
I once was lost, but now I am found,
Was blind, but now I see.
Twas grace that taught my heart to fear,
And grace my fears relieved.
How precious did that grace appear
The hour I first believed.

AL SEGGIO CON GABER

Prima di buttar giù il panettone, e prima di abbandonarci alle feste, può essere utile farsi qualche domanda. Ad esempio questa: come avrebbe votato Giorgio Gaber al referendum costituzionale? Avrebbe optato per il sì, per il no, oppure non si sarebbe neppure recato ai seggi?... Per carità, è ovvio che stabilirlo con certezza è impossibile. Ma intanto una cosa è pacifica: lui non avrebbe deciso cosa fare dopo una attenta riflessione, ma guidato essenzialmente da insignificanti e squallide motivazioni.

Essendo stato un cattivo maestro - pure un gran qualunquista, e dunque uno splendido rappresentante dell’italiano medio(cre) - magari quel giorno Gaber avrebbe preferito starsene a casa. A lamentarsi dei politici tutti, ovviamente (perché, come si suol dire tra snob “destra o sinistra sono tutti uguali, nè!”).
... E comunque, se fosse andato a votare, sicuramente lo avrebbe fatto usando i piedi anziché il cervello.

Ma certo, perché dal (presunto) intellettuale Gaber - ovvero dal cantastorie che si è permesso di sputare sul cadavere di Aldo Moro – era ovvio attendersi una fierezza intellettuale senza pari. E come minimo ci si sarebbe aspettati di trovarlo – di fronte alla scheda elettorale – sempre molto esigente e pignolo.
… E invece niente di tutto questo. Anzi, questo schizzinoso (che si atteggiava perfino a maestro di vita) è riuscito a votare perfino per il Berluska. E questo allo scopo di aiutare la carriera politica della moglie (salvo lamentarsi se molti suoi amici di sinistra, scoprendolo così incoerente, hanno cominciato ad evitarlo).

Un vizio tipicamente italiota (e idiota), questo. Si è visto anche con la vittoria del No al referendum costituzionale: anche in quel caso gli italiani hanno votato per odio, per cialtronaggine, o per appartenenza ad una data tribù politica, più che per convinzione! E di fatto, pur di cacciare Matteo Renzi, gli italiani hanno bocciato una riforma che – fra l’altro - avrebbe cancellato il Cnel e spazzato via addirittura 320 senatori strapagati (che sarebbero stati sostituiti da un centinaio di senatori che avrebbero lavorato “aggratis”).
… Perché nel Belpaese dei cattivi maestri,  funziona in questo modo: si vota così o cosà solo perché “sai, in cambio mi è stato promesso questo o quello”. Oppure perché “vedi, non mi piace quel partito, ma lo voto lo stesso perché loro hanno candidato quella persona che conosco bene, e che quindi mi può tornare utile!”.

Sono le idee – possibilmente quelle più nobili - che dovrebbero guidare il popolo e i partiti. Ma se le idee traballano, e si vota per interesse più che per convinzione, dove ci potrà portare la politica? E' chiaro che una scelta egoista, un voto che puntasse solo ad ottenere qualcosa nell’immediato, farà arretrare prima o poi tutta la società (ritorcendosi alla lunga anche contro i figli, e/o i figli dei figli).
… E infatti, ecco, per dire, come Ombretta Colli (già Forza Italia), ha descritto il marito Giorgio Gaber. Ecco come lo ha sputtanato, attribuendogli quelle piccole meschinità che sono tipiche di ogni italiano medio(cre) che si reca al seggio per ottenere qualche miserabile caramellina.
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     Da una intervista a Ombretta Colli
     (di Simonetta Fiori, per “Repubblica”)


Come accolse [suo marito Giorgio Gaber], la sua decisione di candidarsi con Silvio Berlusconi?
Tranquillissimo. Una sera a cena gli dissi che Berlusconi mi aveva chiamato per sondare la mia disponibilità. "E tu che hai deciso?" "Ci devo pensare". Quando poi gli comunicai la mia scelta, disse una cosa che avrebbe ripetuto ogni tanto: la politica ha bisogno di persone per bene. E mia moglie è una persona per bene.
Mi perdoni, ma fu Gaber a inventarsi il celebre motto: non temo il Berlusconi in sé, temo il Berlusconi che è in me.
Non è che dall'altra parte ci fosse una classe politica che mio marito stimasse granché...
Ma c'è una distanza siderale tra l'anticomunismo di Berlusconi e l'autore di "Qualcuno era comunista".
Ma lei pensa che a casa nostra si parlasse di questo? Tra noi c'era un patto di sangue, anche un'esperienza condivisa di battaglie libertarie a favore della legge per il divorzio e contro gli aborti clandestini. Rivendico di essere stata una delle prime femministe in Italia.
Gaber l’ha mai votata?
Sì. Non votava da anni, ricominciò a farlo per me. "Giorgio, non è necessario", gli dissi la mattina delle elezioni. "Ma se poi non vinci per un voto...

sabato 10 dicembre 2016

POVERACCI ALL'URNA

Sul mio profilo Twitter, il referendum costituzionale (vinto dal fronte del No), mi ha ispirato un cinguettio. Questo: Perchè i poveracci vanno alle urne? Per punire Clinton i puzzoni tifano un miliardario (Usa), per cacciare #Renzi resuscitano #cnel (Italia)